Pubblico in prima pagina un bel commento di "Anonimo" (...si dimenticano sempre ascrivere il nome -sorriso- ) sulla riflessione del mio amico Massimo De Trovato sull' argomento "Ma Quale Crisi?"
Se a tutto quello che vedo espresso nell'articolo e nei seguenti commenti, aggiungiamo la complicità delle istituzioni che, con la scusa di dare una mano all'imprenditoria, varano leggi assurde che penalizzano solo ed esclusivamente il lavoratore in prima persona e più in generale il contribuente, allora secondo me la catastrofe è completa.
Invito quanti leggeranno il presente commento a dare un'occhiata alla legge 231/91 comma 4 e 24 e vi renderete conto di quanto il lavoratore pur essendo l'anello principale della catena di produzione turistica sia trattato alla stessa stregua di un qualsiasi prodotto usa e getta.
Capisco e sono d'accordo per il rilancio del turismo ma di certo non è questa la strada giusta.
Tutti noi (professionisti e non imprenditori di tutt'altro settore che una mattina si svegliano e si proclamano albergatori) sappiamo quanto siano importanti le risorse in un settore come quello turistico che basa la maggior parte del prodotto sul servizio e la qualità ma come precisato, queste sono le prime ad essere sacrificate nel momento del bisogno ed anche spesso in periodi dove non sarebbe necessario.
Secondo me, la domanda da porre ai nostri "cari" politici, sindacati, associazioni ed enti (che continuano in barba alla crisi a proliferare ed incrementare le risorse e le competenze) riguarda le modalità che intendono intraprendere per combattere la crisi perchè da che mondo e mondo, le crisi si combattono o passivamente (riducendo i costi) o attivamente (cercando di investire per aumentare i ricavi delle aziende).
Io personalmente credo che sia agli imprenditori che alle Istituzioni faccia molto più comodo affrontare la crisi in modo passivo che significa far pagare il conto ai lavoratori ed al contribuente attraverso tutti gli sgravi e i contributi concessi dallo Stato.
Tanti saluti a tutti ed un augurio di Buona Fortuna che in questo momento ci vuole.
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Capisco e sono d'accordo per il rilancio del turismo ma di certo non è questa la strada giusta.
Tutti noi (professionisti e non imprenditori di tutt'altro settore che una mattina si svegliano e si proclamano albergatori) sappiamo quanto siano importanti le risorse in un settore come quello turistico che basa la maggior parte del prodotto sul servizio e la qualità ma come precisato, queste sono le prime ad essere sacrificate nel momento del bisogno ed anche spesso in periodi dove non sarebbe necessario.
Secondo me, la domanda da porre ai nostri "cari" politici, sindacati, associazioni ed enti (che continuano in barba alla crisi a proliferare ed incrementare le risorse e le competenze) riguarda le modalità che intendono intraprendere per combattere la crisi perchè da che mondo e mondo, le crisi si combattono o passivamente (riducendo i costi) o attivamente (cercando di investire per aumentare i ricavi delle aziende).
Io personalmente credo che sia agli imprenditori che alle Istituzioni faccia molto più comodo affrontare la crisi in modo passivo che significa far pagare il conto ai lavoratori ed al contribuente attraverso tutti gli sgravi e i contributi concessi dallo Stato.
Tanti saluti a tutti ed un augurio di Buona Fortuna che in questo momento ci vuole.



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