martedì 24 febbraio 2009

Palazzo Butera – Bagheria città delle ville e dei giardini – Parte 2

 

Nel 1658 Giuseppe Branciforti, Principe di Pietraperzia e Leonforte, inizia la costruzione di una fortezza in stile medievale. Stabilisce così il nucleo della città storica di Bagheria. Palazzo Butera è il più antico dei palazzi di Bagheria. Edificato nel 1658, dopo una cocente delusione politica, il principe Branciforti, amareggiato per essere stato coinvolto in una congiura antispagnola, che gli costò la nomina a vicerè di Sicilia, scelse l'esilio volontario lasciando la sua residenza di Palermo e facendosi costruire un'imponente Castello nelle sue terre di Bagheria.

Un'immagine di Palazzo Butera del 1700                     Immagine recente di Palazzo Butera

Così ebbe origine il primo insediamento della zona con una piccola corte che traeva sostentamento dalle ricchezze del principe. Palazzo Butera è simile ad un castello medioevale, protetto da mura e da due torri merlate, una delle quali, fu demolita alla fine del XIX secolo. Sul fronte della torre si può leggere ancora oggi l'incisione "O Corte a Dio" che  insieme all'iscrizione in spagnolo che sovrasta l'ingresso principale del castello sta a testimoniare lo stato d'animo amareggiato del principe Branciforti: "Ya la esperanza es perdida, Y un sol bien me consuela, Que el tiempo, que passa y buela, Llevara presto la vida" (Ogni speranza è ormai perduta, un solo bene mi consola che il tempo passa e vola e presto mi toglierà la vita). Il Castello ha forma rettangolare con due ampie scalinate: una sul fronte sud e l'altra sul fronte est. Il portale sopra la scalinata sud fu realizzato nel '500 ed è coronato da una magnifica decorazione di stile spagnolo che riproduceva con freschezza grappoli di frutta, foglie e fiori. Una decorazione simile la riscontriamo anche nella torre sud intorno ad una nicchia che ospita una statuina raffigurante la Madonna. Il castello si snoda  attorno a due grandi cortili ed è circondato da basse casette che anticamente erano abitate dai servitori o ospitavano le scuderie. All'interno delle mura fu edificata anche una Cappella, dove, è possibile ammirare un dipinto ad olio raffigurante la Sacra Famiglia. Il palazzo negli anni passa in mano al Principe Nicolò Placido Braciforte e poi alla famiglia dei Principi Lanza di Trabia che darà la gestione dell'edificio alle suore vincenziane. Al centro della facciata di Palazzo Butera si trova scolpito lo stemma della famiglia Branciforti mentre sotto, nel 1900, la principessa Sofia di Trabia fece collocare un grande orologio. Nel parco della villa, che oggi non esiste più perché lottizzato e coperto interamente dal centro abitato, era posta la cosiddetta Fontana dell'abbondanza in marmo cui spiccava la statua di una donna del Marabitti. La statua oggi si trova nel parco di Villa Trabia sempre a Bagheria. Nelle vicinanze del palazzo sorge ancora oggi il Teatro di Villa Butera, fatto edificare da Giuseppe Branciforti che in seguito divenne teatro comunale e che qualche anno fa è stato restaurato. Attualmente Palazzo Butera è in fase di restauro, la fine dei lavori è prevista per l’anno 2010.

La Certosa di Palazzo Butera

Nel 1797, Ercole Michele Branciforti Pignatelli, figlio di Salvatore Branciforti, fece costruire nella pineta retrostante il castello, un'originale Certosa, un padiglione neoclassico che raccoglieva in un bizzarro museo figure in cera di monaci certosini a grandezza naturale.

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All'ingresso dell'edificio un chierico con una brocca in mano dava il benvenuto ai visitatori con fare affabile, mentre un altro frate tirando la cordicella di una campana avvisava i fratelli della visita. Attraverso un corridoio, nel quale facevano bella mostra un cane San Bernardo, un orso ed un pescecane imbalsamati, si potevano raggiungere le varie celle. Sulle pareti del corridoio erano appesi quadri ed incisioni di grande valore tra cui vari ritratti come quello dello stesso Branciforti. Nelle celle invece, si potevano ammirare i preziosi affreschi del pittore fiammingo Velasquez.
Nella prima cella era rappresentato l'ammiraglio Orazio Nelson, seduto davanti ad una tavola ben imbandita in compagnia della sua amante Maria Carolina, mentre un cameriere negro li stava servendo. Nella seconda e terza cella si ricordava l'amore infelice tra Comingio ed Adelaide, che secondo la leggenda pur essendo molto innamorati non riuscirono ad ottenere la dispensa papale per sposarsi perché parenti prossimi. Nella quarta stanza c'era una cucina in muratura dove un cuoco cucinava due uova in un tegamino, mentre sulle pareti erano appesi antichi utensili da cucina. Proseguendo per il corridoio, nella prima stanza a sinistra un certosino lavorava tranquillo con la pala in mano ed una cesta. Nella cella accanto Ruggiero dei Normanni era seduto leggendo un libro, mentre nella cella successiva seduti attorno ad un tavolo discutevano il principe Ercole Michele Branciforti, Re Luigi XVI di Francia e Ferdinando di Borbone. Nell'ultima stanza era rappresentata una scena molto drammatica che ricordava la morte del principe Caramanico.

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La Certosa di Villa Butera che per secoli fu meta di illustri ospiti, per decenni è stata abbandonata e tra furti e degrado. Di essa non esiste più nulla del suo arredamento interno. Solo di recente è stato avviato un restauro per cercare di recuperare almeno la struttura del palazzo di cui resta solo il perimetro esterno.

Fine

Foto PersonaleSi vogliono fare i complimenti per il lavoro sapientemente svolto da Antonino Castrono studente IV anno I.P.P.S.A.R. di Cefalù.

I miei sinceri complimenti

Luigi Grimaldi

TrinacriaTourism

 

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