Leggo un pò dappertutto che il turismo in Italia è in declino e sembra inarrestabile per un settore che dà lavoro ad oltre due milioni di persone. Questo è un problema economico che in tempo di crisi potrebbe avere serie conseguenze. Perchè stiamo scivolando indietro nella graduatoria turistica mondiale? In parte non dipende da noi, è tutta l'europa ad essere in declino. Però quì in Italia sfortunatamente il difetto sta nella predisposizione a mettersi al servizio del cliente. Purtroppo nell'industria alberghiera lavorano molte persone che ambivano e ambiscono al "posto di scrivania" lontano dal pubblico, dal lunedì al venerdì. Il cliente per loro è un importuno da accontentare. Questo è un difetto che si è riversato purtroppo sul nostro turismo, con le delterie conseguenze che hanno fatto scivolare l'Italia dal primo posto di gradimento turistico al quinto.
La responsabilità è soprattutto nostra; una prima spiegazione - poco originale e piuttosto sconcertante è che la nostra industria turistica è poco competitiva, poi c'è il problema degli albergatori i quali per risparmiare sulla manodopera fanno il possibile in modo che un cliente riceve sempre meno attenzioni, di conseguenza lo obliga a cambiare albergo, e sono non pochi quei clienti che hanno già da tempo preferito ad usare il
"Bed and Breakfast" spendendo solo un terzo di quello che si spende in albergo e molte volte ottengono anche un miglior servizio. Di questo passo l'Italia tra qualche anno rischia di perdere altro terreno nella graduatoria e di uscire dalla lista "Top Ten". Questo sarebbe un disastro che darebbe un colpo forse mortale ad un economia già scricchiolante. Cosa si può fare per ristabilire almeno in parte il turismo in Italia?
Secondo la mia opinione le situazioni precarie sopra elencate succedono perchè una parte del problema è il personale alberghiero, poco qualificato, poco preparato, non adatto ad essere in contatto col pubblico, poco responsabile nei confronti dell'albergo che rappresenta con il servizio che porta. Ma anche personale sottopagato che ad un opportunità anche minimamente migliore, lascia il posto per andare altrove.
Io mi auguro che presto i datori di lavoro consolidano i rapporti lavorativi per migliorare le prestazioni e di rendere ai massimi livelli il servizio alla clientela. Naturalmente per ottenere un risultato positivo, bisognerà offrire al personale: - buone condizioni di lavoro - prospettive di miglioramento di carriera - buon training - buon livello di comunicazione tra il datore di lavoro e l'impiegato. Questo senza dubbio darebbe un considerevole contributo a combattere il fenomeno nell'abbandono del posto di lavoro. Non molto tempo fa ho letto su una rivista che i Paesi Arabi stanno investendo miliardi di dollari per creare scuole alberghiere per assicurarsi un futuro nel campo turistico quando i pozzi petroliferi si svuoteranno del tutto, mentre noi in Italia trascuriamo questi centri professionali che hanno un ruolo primario a costruire il percorso di studio per un personale qualificato da poter contribuire a identificare il "SERVIZIO" ad una clientela internaziobnale.



2 commenti:
CARO LUIGI,
HO LETTO L'ARTICOLO DI LINO PALOMBAE SONO CON LUI DICENDO CHE LA CRISI ALBERGHIERA DOVUTA ALLA CRISI ECONOMICA E' DOVUTA ANCHE ALL'APERTRURA DI TANTI B/B, AGRITURISMO MA SOPRATTUTTO ALLA SCARSA PROFESSIONALITA' DEL PERSONALE NEGLI ALBERGHI DI OGGI.
PURTOPPO E' COSI'.
CIAO
Caro Lino,
La crisi c'è e si sente, questo è certo! Per troppo tempo in Italia si è stati convinti che "fare turismo" fosse facile o di indole innata ragion per cui non servivano scuole o università del settore. Magari sino a qualche ventennio fà poteva anche essere vero. Però chi di dovere è stato poco cauto nel non accorgersi che paesi concorrenti che ci vedevano da lontano, adesso ci hanno anche superato con degli investimenti mirati che hanno portato ai risultati sperati: Spagna per citarne uno emblematico. Se è vero che il settore del turismo produce oggi in Italia circa l' 8% del PIL Nazionale, perchè allora i nostri contratti si rinnovano ogni 4 anni anzichè 3 come tanti altri ? Quanto denaro abbiamo perso come rinnovo negli anni ? Quanto siamo rimasti indietro con le paghe ?
Ecco che l' unico modo per sopperire a questo non piccolo inconveniente è sicuramente la speranza della carriera di successo: livelli più alti per poco ma sempre utile denaro in più!
Vero è anche che il più delle aziende non formano il proprio personale perchè secondo loro rappresenta esclusivamente un costo, non considerandolo invece come una forma di reinvestimento periodico per uno staff sempre qualificato e all' altezza di ogni situazione. Vero è anche che per le aziende alberghiere italiane il costo di mantenimento del personale è quello più alto in Europa: troppe tasse con poche agevolazioni.
Caro Lino, la crisi c'è e si sente! Ma noi in Italia abbiamo superato il problema aprendo nuovi alberghi di lusso senza che c'è ne sia un' effetiva richiesta da parte del mercato: ha fatto tutto la legge (credo il numero sia corretto) 704 che con le sue agevolazioni ha reso ricchi molti albergatori.......... !!!!!! (Altro non posso scrivere). Adesso ci troviamo con tanti nuovi alberghi in città ed una domanda sempre meno numerosa di posti letto. Risulato finale siamo tutti vuoti e tra di noi ci facciamo "guerra" con tariffe a ribassso.
In questo modo non potremmo uscirne più !
Ricominciamo tutto da capo: diamo un bel upgrade al nostro staff con dei corsi studiati su misura, valorizziamo la nostra e la loro immagine, concediamo una retribuzione dignitosa: questi elementi faranno sì che potremo contare su un organico sicuramente motivato ed incentivato a dare attenzioni particolari ai nostri graditissimi ospiti turisti.
Fatto questo, con i contributi cerchiamo di realizzare veramente strutture ricettive utili quando necessario e solo all' ultimo impariamo a capire che la vera concorrenza non è l' albergo diripettaio che applica tariffe di un euro più basse ma bensì il mercato internazionale con personale altamente qualificato ed alberghi moderni sempre a passo coi tempi.
Forse in questo modo usciremo da questo lungo periodo di crisi che potrà salvare migliaia di posti di lavoro e garantire molti di più.
Caro Lino, la crisi c'è e....ma perchè continuiamo a dirlo se tanto non ci vuole sentire nessuno ?
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